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Things happen.

absc honked 23 Aug 2026 20:37 +0000

Foundation (Serie TV) - Dovevano darle un altro nome

Lessi la trilogia "originale" della fondazione (parliamo di scritture sacre,
qui) di Asimov ormai 7 anni fa e qualche mese orsono, decisi di guardare
la serie prodotta da Apple e Disney, giusto per capire se ne valeva la pena.

Al tempo, la mia opinione fu' che chiunque avesse deciso di chiamare
quella chiavica "Foundation", sarebbe dovuto essere impalato ed
esposto come monito di fronte alla statua di Asimov.

Successivamente, dato l'amaro in bocca lasciatomi dall'esperienza
video, decisi di riprendere in mano non solo la trilogia originale, ma
tutta la serie. Cosi' andai da Feltrinelli e comprai questo.
E' un tomo, scritto in pagina a doppia colonna, contenente tutti e sette
i libri della serie.

Consiglio: comprate quel tomo giusto per tenerlo in libreria. E' rilegato in
modo non ottinale e, da leggere, e' fin troppo ingombrante. Ho gia' dovuto
riparare la copertina rigida che si era staccata. Piuttosto, acquistate a parte
i volumi separati, o leggete le storie su un e-book reader. Ma il mega tomo
scritto in stile libro sacro, vale definitivamente la pena di averlo.

Torniamo a noi. Nel giro di un paio di mesi, ho letto tutti i libri della
serie della Fondazione e la serie TV mi ha fatto ancora piu' schifo, non
solo perche' la narrazione della trilogia originale e' dubbia, ma anche
perche' tutto cio' che e' presente nei prequel e nei sequel, e' trattato
letteralmente come carta igienica.

Provo ora a mettere giu' due punti giusto per cercare di farmi capire. Ci
saranno degli spoiler e se non avete letto tutti i libri, smettete di leggere
questo post.

La storyline

La storia della serie TV, si svolge essenzialmente nei meandri della trilogia
originale con qualche modifica, in particolare l'aggiunta della cosiddetta
"dinastia genetica". Tuttavia, la storia viene talmente appiattita, da rendere
il tutto di un banale imbarazzante. Ok, gli americani sono scimmie che
capiscono solo "buono contro cattivo", ma qui siamo alla follia.

Il piano Seldon, e' ridotto all'equivalente di un oroscopo, con l'imperatore
(Cleon) che tratta Hari Seldon come un ciarlatano. D'accordo, far stare un
universo enorme come quello della Fondazione in una serie TV e' dura.
Posso accettare che si debba semplificare per motivi cinematografici.
Tuttavia, qui si e' sacrificata tutta la storia solo per raccontarne una di
diversa, quasi esclusivamente di taglio woke.

C'e' questa linea di base, dove si capisce che esiste un piano Seldon, ma tutto
il resto, come la politica imperiale, la geopolitica, gli scrontri tra i vari mondi,
e tutto quello che ne consegue e' stato spazzato via per lasciar spazio
ai PROBBBBBBLEMI di qualche ragazzina emarginata.

I personaggi

Mettiamola cosi': Gli hanno dato i nomi dei personaggi del libro perche' dovevano
ma, con questi ultimi, c'entrano come i cavoli a merenda.

L'esempio lampante, Salvor Hardin.

Salvor Hardin e' stato uno dei sindaci piu' importanti nella storia di Terminus.
Ha governato per molto tempo risolvendo crisi, gestendo abilmente
la diplomazia ed essendo in generale, un politico geniale. Salvor Hardin
e' un maschio senza ombra di dubbio.

Nella serie TV, non e' nulla di tutto questo.

Salvor Hardin diventa una tizia, discretamente gnocca, che ha appiccicato
sulla fronte il suo pronome preferito: "lui". Perche'? Boh. Salvor Hardin nella
serie non e' un cazzo di nessuno ma per qualche motivo e' l'unico lui/lei/cane
che possa entrare nel dildo gigante nel quale si trova la coscienza di Hari
Seldon.

E questo vale per Gaal Dornick, per Hober Mallow, per il Mulo, e per chiunque
altro.

Ahhhhhhhh Gaal Dornick, la ragazzina della serie complessata, pippona e
poverina, sottomessa perche' viene da un pianeta di beduini e viene
sostanzialmente fatta emigare su Trantor.

Beh, leggete "prima fondazione" e capirete perche' si tratta di un altra sega
Woke.

Hanno preso dei romanzi bellissimi, li hanno forse sfogliati, hanno
pensato: "bella storia" e hanno provveduto ad ignorarne il contenuto
totalmente
.

E ci vuole il BADRIARGADO e ci vuole il Mulo che e' una ragazzina vittima
dello stesso, e ci vuole la ragazzina psicopatica vittima di genitori retrogradi
e ci vuole il transessuale che transessuale non e'. Tutto tranne la storia
come venne scritta da Asimov, o anche solo vicino a come l'ha scritta l'autore.

Il Mulo, cazzo, il Mulo passa dall'essere un Gaiano, mutante, brutto ma
con poteri mentali sterminati provenienti dall'essere nato su un pianeta che e' tutto un unico potere mentale, ad essere una ragazzina dai capelli rosa,
che usa un altro tizio come suo specchio, la quale ha acquisito i poteri
perche' i suoi genitori oh, la volevano annegare a causa del controllo
delle nascite
. Dovevano lasciare solo il maschietto, ovviamente.

BADRIARGADOOOOOOOO!!!!!!

Go woke or go broke.

Eto Demerzel, che poi sarebbe R. Daneel Olivaw, il uno dei personaggi principi
di tutti i prequel e dei sequel, primo ministro dell'impero, sostanzialmente custode dell'umanita' nonche' fondatore di Gaia diventa.... una babysitter cibernetica. Donna
ovviamente, che ci potrebbe anche stare, dato che si tratta di un robot
umanoide. Ma di tutto quello che Daneel ha fatto nei libri, nella serie non
vi e' traccia. Solo che e' stato modificato (ma quando mai???) per preservare
la dinastia genetica e che agisce sia da quasi primo ministro dell'impero, che come troia privata dell'imperatore.

Potrei andare avanti per ore, ma spero che il messaggio sia stato recepito.

Se sperate di trovare, nella serie, qualcosa che, banalmente, tenta di
raccontare la storia dei libri solo riuscendoci male, resterete delusi, dato che quello sarebbe almeno un tentativo di restare fedeli alla trama.

E' una storia totalmente diversa, alla quale hanno appioppato il nome
di un libro sacro della fantascienza, solo per poter raccontare l'ennesima
cagata woke americana. Asimov, in questo caso, e' stato solo una scusa, per sputare l'ennesima propaganda idiota da campus universitario, distruggendo una storia eccezzionale per scopi totalmente diversi.

Leggete i libri e lasciate perdere quell'immondizia. Non vale neanche il tempo che spenderete a guardarla, questa serie.

absc honked 20 Aug 2026 20:57 +0000

E tutti e sei i nodi del lab sono aggiornati.

Ok, sono in ritardo di qualche mese..... Ma meglio tardi che mai.

absc bonked 19 Aug 2026 20:10 +0000
original: tao@mathstodon.xyz

I had recently made an analogy between the developmental cycle of a proof and the developmental cycle of a child, and noted the strong cultural preference for a "traditional" parenting model in which a single set of parents is responsible for all aspects of the childrearing process, from conception all the way to adulthood. In a similar vein, we have a traditional authorship model in which a single set of authors is responsible from a proof all the way from generation up to at least publication, although we do normalize the phenomenon of a different set of authors then writing the definitive textbook on the subject.

But, pursuing the analogy further: in the case of parenting, we have a number of social, legal, and/or medical mechanisms, such as in vitro fertilization, surrogate mothers, adoption agencies, godparents or foster parents, divorce and remarriage, or child protective services, to handle cases in which the traditional parenting model, for one reason or another, is not viable. These mechanisms can be controversial, and are not necessarily a complete substitute for a traditional parenting model, but it is still better to have them than to rely on completely ad hoc procedures when traditional parenting becomes unavailable.

I am reluctantly coming to the conclusion that some similar formal mechanisms may be needed for mathematical results in the age of AI. In particular, we may need a mechanism in which an author is willing to take a proof through some partial stage of the proof development cycle (generation, verification, exposition, publication, and canonicalization) but then explicitly "gives it up for adoption" for a different set of authors to continue with.