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Things happen.

absc bonked 12 Mar 2026 22:04 +0100
original: yoota@yoota.it

La Regione del Veneto ha migrato su Nextcloud senza che nessuno se ne accorgesse

La Regione del Veneto ha migrato su Nextcloud senza che nessuno se ne accorgesse

La Regione del Veneto ha migrato 625 GB di documenti pubblici da repository obsoleti a Nextcloud in self-hosting, senza un minuto di interruzione per i cittadini. Un caso concreto di sovranità digitale nella pubblica amministrazione italiana.

Cambiare piattaforma di archiviazione quando migliaia di link pubblici puntano ai tuoi documenti è un po’ come sostituire le rotaie mentre il treno è in marcia. La Regione del Veneto ci è riuscita, e nessuno se n’è accorto.

Il problema di partenza era concreto: due repository in dismissione, box.com e una soluzione derivata da Pydio, erano integrati a fondo nei portali istituzionali. Migrarli nel modo tradizionale avrebbe spezzato migliaia di link, con un impatto diretto sull’accesso alla documentazione pubblica. Serviva qualcosa di più sottile.

La soluzione, sviluppata insieme a ITServicenet, partner veneto ufficiale di Nextcloud, è stata una migrazione “pigra”: i dati non venivano spostati tutti in blocco, ma recuperati dal vecchio repository solo al momento della prima richiesta, copiati su Nextcloud e serviti con il nuovo riferimento. Le richieste successive partivano già dalla nuova piattaforma. Risultato: 625,5 GB trasferiti in modo trasparente, senza che utenti o cittadini percepissero alcuna discontinuità.

La scelta di Nextcloud in self-hosting ha risposto anche a requisiti normativi precisi. Il Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione spinge verso il software aperto, e Nextcloud soddisfa le esigenze di residenza dei dati, tracciabilità degli accessi e conformità al GDPR senza dipendere da infrastrutture estere o fornitori in modalità SaaS.

Quello che era nato come progetto di sostituzione si è poi allargato. Oggi circa 600 dipendenti usano la piattaforma per la gestione documentale e la collaborazione con enti esterni tramite Nextcloud Files. Nel 2025 l’infrastruttura è stata migrata su container orchestrati con Kubernetes, con aggiornamenti guidati delle istanze e, per alcuni gruppi, la modifica dei documenti direttamente dal browser via ONLYOFFICE. È stata inoltre attivata un’istanza dedicata a Veneto Agricoltura.

Nel piano futuro ci sono Nextcloud Forms, Nextcloud Talk per le comunicazioni interne, applicazioni personalizzate per la gestione dei metadati e l’estensione della piattaforma ad altri enti pubblici regionali.

Non è una storia di digitalizzazione eroica. È una migrazione ben progettata, con strumenti aperti, condotta da una PA che per una volta ha scelto di tenere i propri dati in casa invece di affidarli a qualcun altro.

(#hot)

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absc honked back 08 Mar 2026 19:47 +0100
in reply to: https://friendica.myportal.social/objects/e65e1095-5869-ab41-de38-f8e219823169

@freezr @freezr

Qui fanno diversamente: pubblicano, in teoria, gli slot liberi ogni lunedi esattamente alle 12:30.

Solo che se il maledetto sistema non riesce a mandare un messaggio di posta elettronica.....

Ho trovato un altro contatto, ma se non mi cagano di pezza, vado direttamente al consolato e gli ricordo di quanto faccia schifo l'Italia, ormai.

Dai, altri circa 6 anni e chiedero' la cittadinanza Svizzera.

absc bonked 06 Mar 2026 14:09 +0100
original: uriel@x.keinpfusch.net

Heute habe ich richtig die Schnauze voll.
Man sagt mir, ich soll ein Brown-Bag über eBPF vorbereiten, von dem sie absolut keine Ahnung haben, und gleichzeitig wollen sie „Zero-Trust“-Anwendungen für die „souveräne Cloud“ bauen.

Ich zeige ihnen, dass man praktisch ALLES an einer Anwendung abfangen kann und dass man ihnen ein kleines Modul auf die Netzwerkschnittstelle setzen kann, das Dinge tut – beliebige Dinge, weil es in C geschrieben ist und ihnen damit nach oben keine Grenzen gesetzt sind.
Und dann erkläre ich ihnen, dass es völlig egal ist, wenn morgen die amerikanische Polizei deinen virtuellen Server durchsucht – dieses tolle „Zero Trust“ ändert daran überhaupt nichts.
Ich führe sie den ganzen Mechanismus entlang bis zur Export-Tabelle des Kernels, und als Antwort kommt allen Ernstes, dass diese Angriffe ja nicht funktionieren würden, weil das ja in einem Container in Kubernetes läuft (ich habe „Kernel“ gesagt, Kollege!) – und oben drauf die Nummer, dass es keinen Sinn habe, sich darüber jetzt Gedanken zu machen, weil wir dieses Problem ja im Moment nicht haben.
Sehr Bayern.

In der Zwischenzeit mache ich einen kurzen Check – und ihre großartige „Zero-Trust“-Applikation liest die Zugangsdaten ganz normal mit „readline“ aus der Standardbibliothek ein.
Nein, im Ernst.
Es wird JAHRZEHNTE dauern, bis die EU diesen Leuten klarmachen kann, dass sie ihre DENKWEISE ändern müssen.

Das einzig Gute ist, dass ich für diese Demo ein Modul schreiben musste, das auf der Netzwerkschnittstelle läuft und sämtlichen IPv6‑Traffic blockiert.
Damit können sich Router und Provider, aber auch Kernel und GRUB gepflegt verpissen.
Wenn ich keinen Traffic will, dann will ich keinen Traffic.

absc honked 06 Mar 2026 12:12 +0100

Che meraviglia, devo resettare la password per accedere al consolato italiano, vogliono mandarmi il link per e-mail, schiaccio il pulsantone e.....

.....sul server non succede NULLA.....

Letteralmente non si riceve uno straccio di transazione SMTP. Vedremo se sono solo in "ritardo".